Acerca de

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Valérie Malingamba

Mi chiamo Valérie, sono nata nel 1985 a Locarno e sono attinente di Ascona. Dalla mia più tenera età ho vissuto oltralpe nonché in Francia e negli Stati Uniti. Nonostante ciò vivo in Ticino da oltre dieci anni. 

Durante questa gioventù abbastanza rocambolesca, il cavallo è sempre stato per me un punto di riferimento. 

Verso i 7 anni ho iniziato a cavalcare, ricordo che era presso un contadino in un pascolo nel canton Friborgo. 

Mia mamma aveva la passione dei cavalli ma aveva molto rispetto, quasi timore. Se avesse avuto la possibilità di usufruire di una scuola con il l'approccio proposto della Scuola Pony, probabilmente sarebbe stata la più fedele cliente. 

Ho veramente imparato ad andare a cavallo in Francia, dove ho dei bellissimi ricordi di mercoledì pomeriggi con i mei amici a giocare in scuderia, a fare voltige, a studiare l’ippologia e a partecipare alle lezioni di equitazione completando i primi brevetti di cavaliere. In seguito, sono stata in una scuderia più rinomata, dove preparavano i bambini alla competizione (Dressage, Cross, Salto ostacoli), ottenendo i brevetti di cavaliere superiori. 

Il mio primo cavallo, regalatomi da mio padre che non aveva nessuna idea del mondo equestre, si chiamava Folie. Era un Franche-Montagne misto Cavallo da traino di 3 anni, 1,50m al garrese e 500kg di peso. Immaginatevi una bambina di 10 anni che pesava appena 45kg, in paragone a quel pachiderma oltretutto non domato! Malgrado la doma eseguita dalla mia istruttrice, il cavallo non è risultato comunque adatto all’attività sportiva verso la quale mi stavo indirizzando. Folie si è quindi goduto la vita eseguendo passeggiate e svago nei suoi prati di erba fresca.

È quindi arrivata la cavallina pony Dixie Land Blues, che cara che era! Aveva 6 anni, la sua euforia era di non facile gestione, malgrado la stazza meno importante rispetto Folie. Più che altro era difficile da fermare, si comportava come un treno in corsa impazzito. Spaventi, cadute, delusioni in gara hanno fatto parte del nostro percorso. Col passare del tempo abbiamo avuto dei bei momenti insieme. Ad certo punto la mia statura era troppo per lei e l’abbiamo venduta. Dixie ha avuto un bel puledro.

Qui c’è stato il mio passaggio al cavallo. Blue Baby è entrata a far parte della mia vita. Li ho capito cosa è la connessione, cosa è essere un cavaliere, ho capito quello che intendono i vecchi maestri equestri. La sensazione che in gara sei un tutt’uno, non bisogna chiedere, bisogna solo pensare. Con queste premesse abbiamo avuto momenti indimenticabili di gioia, successo nelle competizioni e complicità reciproca. La monta in cavezza e senza sella era il nostro momento privilegiato.

Al trasferimento negli Stati Uniti ho rivissuto sensazioni simili con Rosy e Siggy, cari loro due, fanno parte della mia salvezza in quanto mi hanno permesso di continuare l’attività equestre in un periodo molto difficile per me.

Dopo un paio d’anni sono tornata in Svizzera, dove ho continuato equitazione con cavalli in affido fino all’acquisto di Avena. Di non facile carattere ha richiesto un enorme lavoro da terra, per creare la fiducia ed il legame necessario per poter richiedere le azioni volute in modo progressivo. Oggi il percorso comune ha raggiunto un bel traguardo e continueremo su questa strada per progredire. 

Per me, essere in grado di accompagnare i cavalieri di domani verso il cavaliere, cosciente e rispettoso è un ideale. Per arrivarci, me l’ha insegnato Avena, che una grande parte del lavoro si svolge da terra, che un cavallo ti tollera sulla sua schiena, ma il minimo è di chiedere il permesso. Con Blue ho conosciuto la connessione, con Avena ho imparato a chiedere per favore.

Dopo la nascita delle mie due bambine, quando ho dovuto ripensare la mia vita professionale, è stato difficile decidere cosa fare: ritornare in ufficio? No! Trovare il coraggio e la pazzia di prendere questi 25 anni di equitazione, con i loro lati positivi e negativi e lanciarmi in questa nuova bellissima aventura che è la Scuola Pony. Montare a cavallo non è un obbligo, ma comunicare con l’animale si.